Storie di natura e di famiglia

De Vescovi Ulzbach

Giulio de Vescovi conduce oggi lacantinache la sua famiglia ha fondato iniziandoa coltivare la vite più di tre secoli fa, in quel di Mezzocorona, cuorepulsante della Piana Rotaliana, definita da Goethe “il più bel giardino vitato d’Europa”. La Piana Rotaliana presenta suoli pietrosi a più strati derivati da sedimentazioni fluviali assolutamente vocati per la viticoltura, nella valle circondata da montagne dove s’incontrano i fiumi Adige e Noce (Ulzbach). Questa è la terra dove Giulio de Vescovi produce vini espressione autentica del terroir, rispettando profondamente i terreni. La sua passione ha coinvolto anche altri viticoltori della zona in un progetto denominato TeroldeGo (R)evolution: unire le forze con lo scopo di proporre Teroldego degni della DOCG.

Italy
Regione
Provincia Autonoma di Trento
Città
Mezzocorona

Vuoi un assaggio?

Il racconto di un vino è una risorsa preziosa, ma nulla è meglio di un assaggio!

Grazie alle nostre schede di degustazione e abbinamento potrai assaporare a pieno tutte le caratteristiche dei migliori vini italiani, comprendendone pregi e sfumature.

Vuoi iniziare il tuo viaggio alla scoperta dei vini italiani?

Capitolo 1

La cantina

PARTE 1

PARTE 2

Capitolo 2

Il territorio

PARTE 1

PARTE 2

Capitolo 3

Il vignaiolo

PARTE 1

PARTE 2

I nostri vigneti c’erano prima di noi e ci saranno dopo di noi, per questo è fondamentale avere rispetto del territorio.

Giulio — Il vignaiolo

Capitolo 4

Teroldego Rotaliano

Nome
Teroldego Rotaliano
Denominazione
Teroldego Rotaliano DOC
Annata
2018

Come servire

wine-glass
Coppa di medie grandi dimensioni
wine-temperature
Temperatura
16°C

Guardare

Il colore concentrato, un rosso porpora profondo dai riflessi viola scuro, quasi impenetrabili.

Sentire

La festa aromatica dei frutti rossi e neri maturi, alternata ai profumi eleganti di viola, alle spezie balsamiche, note di liquirizia e cenni di pepe della Giamaica.

Percepire

La dolcezza succosa di more, mirtilli e mirto, la freschezza delle spezie con effetto mentolato, il ritorno della liquirizia, i tannini setosi e la giusta acidità che bilanciano una struttura notevole, donando bevibilità e persistenza.

Abbinamenti

Decisamente ampia la disponibilità verso il cibo: questo Teroldego non si limita ad accompagnare più che bene i piatti tipici territoriali. Si va dalle pastasciutte con sughi intensi e i primi corposi, presenti in numerose varianti in ogni ricettario regionale, fino alle più classiche tagliate di controfiletto e alla polenta con carni salsate. Il suo territorio privilegiato è quello dei funghi cotti, soprattutto quelli dai sapori più intensi, che facciano da contorno o siano piatti unici: si esalterà su una zuppa di porcini e castagne, così come sulle mazze di tamburo trifolate. Tra le carni, non escludete le bianche: s’incontra alla grande con la fibra di un gallo allevato in libertà, che sia alla griglia, alla piastra o inserito in uno spiedo di carne mista. Lo troverete prontissimo con brasati e con gli arrosti di qualsiasi carne (dal maiale all’anatra, dal vitello al manzo, fino alla cacciagione), senza tralasciare le ricette caratterizzate da cotture lunghe in umido, dagli stufati speziati al bottaggio d’oca. È matrimonio d’amore con molti formaggi d’alpeggio, anche se è innegabile che il culmine delle emozioni sarà raggiunto dall’abbinamento col Puzzone di Moena.

Capitolo 5

Sauvignon Blanc

Nome
Sauvignon Blanc
Denominazione
Vigneti delle Dolomiti IGT
Annata
2019

Come servire

wine-glass
Coppa a tulipano di medie dimensioni
wine-temperature
Temperatura
10°-12°C

Guardare

Il suo colore giallo luminoso, dai riflessi smeraldini.

Sentire

Il bouquet di fiori bianchi e frutta tipico del vitigno, ma senza eccessi: tutto è equilibrato a favorire il nitore delle fragranze di agrumi, dalla buccia di limone al pompelmo, al sentore di cedro. Un’elegante nota di frutto della passione completa una gamma aromatica di rara pulizia e con ogni componente in piena armonia.

Percepire

La freschezza agrumata e la mineralità che danno slancio al sorso e il finale lievemente amaricante a rendere ancora più agile la beva e piacevole la persistenza.

Abbinamenti

Se la tradizione lo vuole compagno privilegiato dei formaggi caprini, soprattutto freschi, sappiatelo insuperabile coi piatti a base di carciofi cotti e le ricette coi peperoni in bianco. Esempi must coi risotti: quello con carciofi mantecato al caprino, nonché quello ai peperoni, prezzemolo e acciughe. Sceglierlo sicuri con un tortino di riso e vegetali, con qualsiasi frittatina o sformato che unisca fiori e foglie aromatiche e caprini. E ancora in tema di antipasti: se servite delle bruschette con prosciutto e crema di salvia o di malva o di carciofini, e con le stesse salsine a riempire fiori di zucca e verdurine in tempura. Su rotoli di scarola con peperoni e feta. Sulle gelatine di pesce arricchite di pezzi di peperone, profumate d’esotico o di rosa, magari guarnite di crema di avocado e gamberi. Tornando ai primi: coi ravioli ripieni di ogni tipo di erbette selvatiche e primosale, sulla pasta fresca farcita con ricotta e borragine o coi carciofi, sulle vellutate d’asparagi. Tra i secondi, si esalta con le sogliole alla maracuja, e sorprende sui delicati straccetti di pollo con peperoni o con carciofi e speck.