Racconti di terre campane

Mila Vuolo & Vigne Chigi

Mila Vuolo è la titolare dell'azienda omonima che, in collaborazione con
l'enologo Guido Busatto, dal 2002, sotto il segno dell’eccellenza e in regime biologico prima ancora della certificazione, produce pochi ma preziosissimi vini coniugando tradizione e innovazione con fine sapienza artigianale. I vigneti, su suoli calcareo-argillosi, simili per composizione al vicino Cilento, godono di un clima beneficamente influenzato dalla vicinanza del mare e da un'ottimale esposizione solare, nonché della protezione dei monti (siamo al limite del Parco Regionale dei Monti Picentini) per un’adeguata escursione termica.

L'azienda Vigne Chigi coltiva i suoi filari alle pendici del monte Friento, in un contesto naturale storicamente vocato per la viticoltura. L'avvocato Giuseppe Chillemi, il titolare, si distingue da sempre per la passione
che lo anima e, ancor più, per il coraggio di aver puntato su vitigni autoctoni poco conosciuti, tra cui l'originale Casavecchia. Si narra che il nome derivi dal fatto che all'inizio del secolo scorso, all'interno di un'antica villa diroccata nei pressi di Pontelatone, venne ritrovato un ceppo di questo vitigno sopravvissuto all'epidemia della fillossera. L'imperativo che muove le scelte dell'azienda è quello di essere soprattutto rappresentativi del territorio, dando vita a vini di qualità che lo rispecchiano profondamente.

Italy
Regione
Campania
Città
Salerno

Vuoi un assaggio?

Il racconto di un vino è una risorsa preziosa, ma nulla è meglio di un assaggio!

Grazie alle nostre schede di degustazione e abbinamento potrai assaporare a pieno tutte le caratteristiche dei migliori vini italiani, comprendendone pregi e sfumature.

Vuoi iniziare il tuo viaggio alla scoperta dei vini italiani?

Capitolo 1

La cantina

PARTE 1

PARTE 2

PARTE 3

PARTE 4

PARTE 5

Capitolo 2

Il territorio

PARTE 1

PARTE 2

PARTE 3

PARTE 4

PARTE 5

Capitolo 3

Il vignaiolo

PARTE 1

PARTE 2

Non voglio che il mio vino vada nella direzione dei consumatori, ma far sì che i consumatori siano attratti dal mio vino e dal territorio che racconta

Mila — Il vignaiolo

Capitolo 4

Fiano

Nome
Fiano
Denominazione
Fiano Colli di Salerno Igt
Annata
2017

Come servire

wine-glass
Coppa di medie dimensioni
wine-temperature
Temperatura
12°C

Guardare

L’intensità del giallo paglierino: una luce dorata nel bicchiere.

Sentire

L’aria iodata di mare, che si mantiene in costante sottofondo alle note floreali, dall’acacia al caprifoglio, dal tiglio al gelsomino, e a quelle di frutta bianca e nocciola, fino all’esplosione quasi dolce dei limoni.

Percepire

La freschezza delle note citriche col ritorno continuo dei sentori salmastri: una sapidità in armonia con le note aromatiche che ne rende la beva elettrica.

Abbinamenti

La cucina di mare è il suo territorio privilegiato e, per certi versi, persino esclusivo se si pensa a ingredienti particolari e di difficile abbinabilità: come con la colatura di alici di Cetara, preparazione dal sapore forte e sapido come pochissime altre. Questo fiano non ha rivali quando userete questa salsa per condire un piatto di spaghettoni, aglio, olio e peperoncino con spolverata di prezzemolo tritato finale. La colatura si usa non solo sulla pasta, ma anche per accompagnare verdure, uova e patate lesse, dovunque la spinta salina è ben accetta: anche in tutti questi casi è matrimonio d’amore col bianco di Mila. Su aperitivi e antipasti con sapori prevalentemente marini: insalate con olive, bruschette con paté di tonno, formaggi freschi e acciughine, anche pesciolini fritti o fritturine miste di mare; su un tortino di alici, su baccalà e patate. Tra i primi piatti, non esitate a sceglierlo con le bavette al sugo di triglie, o con le linguine alle vongole, su riso aromatizzato con fumetto di mare o condito da crema di broccoletti. Andrà benissimo anche su minestre con ortaggi e verdure di stagione. Su piatti semplici di pesce dirà sempre la sua nel modo giusto, così come sui frutti di mare in genere e ancor più sui molluschi cefalopodi: s’incontra alla perfezione con seppie e calamari grigliati.

Capitolo 5

Casavecchia

Nome
Casavecchia
Denominazione
Terre del Volturno Casavecchia IGT
Annata
2019

Come servire

wine-glass
Coppa di medie grandi dimensioni
wine-temperature
Temperatura
16°-18°C

Guardare

Il colore rosso rubino scuro, dai riflessi violacei.

Sentire

Soprattutto gli aromi di frutta rossa e nera, dalla ciliegia alla mora di gelso. E poi i toni balsamici delle pinete, le sfumature del sottobosco e di erbe selvatiche. Note di caffè.

Percepire

La morbidezza succosa che dona immediata piacevolezza al sorso che si
mantiene fresco, col ritorno degli aromi fruttati in armonia con i sentori appena vanigliati e i tannini levigati.

Abbinamenti

Incontra alla grande i piatti della cucina di terra più saporita. Tra gli antipasti, è pronto ad affrontare con successo i taglieri di salumi particolarmente stagionati, tipici dell’Appennino meridionale, dal capocollo alla soppressata, anche quando piccanti, per non parlare del territoriale filettone. Tra i primi piatti: le pastasciutte con sughi succulenti, le paste con ragù anche misti, o al forno riccamente farcite, o i ravioli in salsa di selvaggina. Le carni cotte alla brace sono di sua assoluta predilezione: dalla carne di bufalo a quella di suino, dal manzo alle costolette di agnello; in particolare, si sposa alle ricette con il maialino nero casertano qualunque sia il taglio, dalle costate alle braciole, da coppa e salsicce allo stinco allo spiedo, e persino col petto, in loco detto la pettera, protagonista di un piatto tipico speziato della tradizione. Se coi formaggi regionali si esalta - si pensi al Capotempo di Capua a crosta fiorita, riscoperto proprio dal titolare di Vigne Chigi - non esitate ad accompagnarlo a ogni grande formaggio vaccino italiano, anche quando stagionato, e a quelli ovini più intensi.