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Vino: 10 consigli per la degustazione perfetta

Cominciare a sentirsi sommelier parte da alcuni trucchi per degustare il vino in modo professionale: WineHoop oggi te ne insegna dieci!

Sapori fruttati, aromi floreali, note tanniche: questi e altri dettagli sono quelli che possono emergere dalla degustazione, momento fondamentale per cominciare a scoprire da vicino un vino e i suoi profumi, colori e sentori nella loro pienezza. Qual è però il modo giusto di farla? La ricetta perfetta non esiste, ma bastano davvero pochi trucchi e accorgimenti per cominciare già dai primi sorsi ad assaporare qualsiasi calice come dei veri sommelier.

Scopriamoli insieme!  

  1. Ogni vino ha la sua giusta temperatura di degustazione: è preferibile sorseggiare i bianchi e rosati piuttosto freddi, dagli 8 ai 12 gradi, i rossi a una temperatura più calda, dai 16 ai 20, mentre gli spumanti dai 6 ai 10 gradi, per non far perdere gli stimoli raffinati dati dalle bollicine 
  2. Una volta stappato, un vino più invecchiato ha bisogno di più tempo per la migliore espressione dei suoi profumi rispetto a uno giovane, ma bastano soltanto 15 minuti all’aria aperta per esaltare il suo profilo
  3. Per far sprigionare al vino rosso tutti i suoi aromi è preferibile versarlo in un calice ampio e panciuto, facendo adagiare i tannini in modo adeguato sul fondo e garantendo un’ossigenazione adeguata
  4. Un calice per la degustazione ha bisogno di essere riempito per massimo un terzo della sua capacità: questo permette che il contenuto possa essere agitato senza cadere dai bordi e che il profumo si possa spargere e diffondere a pieno all’odorato
  5. Il colore dice molto dell’età del vino: un rosso granato e un giallo dorato corrispondono solitamente a vini più affinati e invecchiati, mentre sfumature violacee e paglierine si associano a bottiglie più recenti
  6. Nel momento in cui si agita il calice per raccogliere i profumi del vino è consigliabile tenerlo in mano per lo stelo: in questo modo la temperatura non sarà innalzata dal calore corporeo
  7. A movimento terminato si può riconoscere anche la gradazione alcolica: gocce ravvicinate ed evidenti significano struttura ed elevata presenza d’alcool, mentre quelle lontane e che scorrono veloci fanno capire che il vino è più giovane e leggero
  8. L’ordine della degustazione è fondamentale: per non appesantire il palato di aromi e retrogusti troppo forti, è meglio partire con un vino bianco fresco e acidulo, per poi passare ai rossi più rotondi e corposi
  9. Al sorso in bocca si possono distinguere e riconoscere tre note su cui basare la propria degustazione: all’inizio prevalgono le più dolci, per poi passare a quelle più acidule per finire con quelle amare
  10. Infine, un ultimo trucco per capire la persistenza di un vino al palato: dopo aver deglutito, basta smuovere l’aria nella bocca, per valutare se gli aromi restano e continuano a formare un buon retrogusto o se le note non si avvertono più.

Conoscevi già questi consigli? Scrivicelo nei commenti e continua a seguirci per scoprire di più sul mondo WineHoop!